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Alitosi psicosomatica

Alitosi psicosomatica
Alcuni stati psicologici legati allo stress o all'ansia possono generare la cosiddetta alitosi psicosomatica (conosciuta anche con il nome pseudoalitosi). Questo disturbo è soprattutto dovuto al fatto che le ghiandole salivari (stimolate dalle fibre nervose collegate al sistema nervoso autonomo) causano una diminuzione della secrezione salivare in queste condizioni. Il ristagno della saliva residua in bocca provoca un aumento della produzione di COV e CSV.

Alitosi psicosomatica: cambiamenti al palato

Tuttavia, altre condizioni di natura psicologica o psichiatrica possono solo influenzare la percezione di sé di una persona e / o persino la sua percezione degli altri in relazione al proprio respiro. I casi di pseudoalitosi o alitosi psicosomatica possono essere dovuti a una serie di fattori. Alcune persone sentono semplicemente un cattivo odore costante nell'aria respirata o sono convinte dall'odore che sentono dopo aver chiuso il naso intorno alle mani o, addirittura, dopo aver annusato il ricevitore del telefono, aver sentito l'odore del filo interdentale, oppure in seguito allo strofinamento delle dita su gengive o lingua. Il problema, in questi pazienti, molto spesso non sussiste, Ci spieghiamo meglio: il più delle volte non esiste un vero e proprio caso di alitosi, ma si tratta di uno stato di ansia e psicosi che colpisce questi pazienti e che li convince di avere un alito cattivo.

Sono comuni, poi, anche ipotesi errate in merito agli atteggiamenti di altre persone. L'insicurezza di un individuo, infatti, porta spesso poco autostima o interpretazione erronea di atteggiamenti e comportamenti degli altri; ad esempio, potrebbe capitare che qualcuno apra una finestra in presenza di queste persone, o che si gratti il naso, si copra la bocca con la mano, offra una gomma da masticare, guardi in basso mentre ascolta. Tutti questi gesti vengono spesso male interpretati da chi soffre di alitosi psicosomatica.

Anche le alterazioni del palato portano a credere di soffrire da alitosi. Questi possono essere influenzati da una serie di fattori nutrizionali, ormonali o metabolici, tra gli altri e i pazienti con carenze olfattive generalmente hanno anche una maggiore preoccupazione per lo stato del loro alito: anche questo può causare alitosi psicosomatica.

Alitofobia

L'alitofobia è recentemente diventata un condizione psichiatrica riconosciuta. Gli alitofobici sono pazienti affetti da alitosi psicosomatica (molti di loro non hanno nemmeno l'auto-percezione dell'alitosi) e si rifiutano di visitare uno psicologo perché non riconoscono la propria condizione psicosomatica. Per loro non c'è dubbio che soffrono di alitosi molto intensa, anche dopo che le persone a loro vicine insistono sul fatto che non soffrono di tale patologia. Il comportamento di terze parti, coprendosi il naso o mantenendosi a larga distanza durante una conversazione, può essere immediatamente interpretato come cattivo alito da parte del vostro interlocutore, che automaticamente si convince di soffrire di alitosi. Questa condizione di solito genera gravi problemi e situazioni drammatiche nell'ambiente personale e familiare.

La sindrome olfattiva di riferimento è una condizione psichiatrica caratterizzata dall'ostinata convinzione di possedere un odore corporeo molto spiacevole (non solo proveniente dall'aria espirata come accade con l'alitofobia, ma anche dalla pelle, dalle ascelle, dai genitali o da altre regioni del corpo), e accompagnato da una notevole vergogna e angoscia, che può persino portare all'isolamento sociale. Questi pazienti presentano marcate caratteristiche di auto osservazione, autocritica, nevrosi, sindrome di inferiorità, difficoltà nell'esprimere emozioni e ossessione. La depressione è spesso una conseguenza dell'alitosi psicosomatica.

Anche l'ipocondria può anche essere fattore di una percezione sbagliata del proprio alito. Ci sono anche casi di persone che possono diventare ipersensibili a causa di un membro della famiglia con alitosi cronica.

La presenza di casi tonsillari non sempre provoca un cattivo odore avvertito da terzi. Tuttavia, il paziente stesso è afflitto da un disturbo costante, che lo porta a credere di avere l'alito cattivo e, quindi, la cosiddetta alitosi psicosomatica.

Negli ultimi anni, il numero di persone che richiede un trattamento per alitosi, che spesso risulta psicosomatica e non reale, è aumentato, in quanto convinte di non avere l'alito "fresco". Queste richieste esagerate sono il risultato della pubblicità legata alla moltitudine di prodotti sul mercato volti a migliorare il respiro. Un messaggio errato che viene spesso diffuso dai media. Come avrete capito, infatti, molte persone che credono di soffrire di alitosi in realtà non hanno questo problema, trattandosi esclusivamente di una problematica di natura psicosomatica. Se, quindi, pensate di essere fra queste persone, provate a fidarvi delle persone che vi stanno accanto e del loro giudizio ma, se proprio non riusciste a fidarvi dell'opinione degli altri, consultate uno specialista per chiarire al più presto la vostra situazione e riuscire a trovare una soluzione rapida ed efficace al problema.
Alitosi psicosomatica