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Cemento vetroionomerico

Cemento vetroionomerico
Il cemento vetroionomerico è il nome generico con il quale ci si riferisce a una serie di materiali derivanti dalla reazione che si determina grazie alla combinazione di una polvere in vetro di silicato e l'acido polialchenoico. Il cemento vetroionomerico inizialmente era usato soprattutto per realizzare negli studi dentistici delle ricostruzioni di natura estetiche sui denti anteriori a seguito di carie dentali profonde. Con il passare del tempo i dentisti hanno potuto apprezzare le proprietà del cemento vetroionomerico e hanno potuto constatare l’ottima adesione alla struttura dentaria e quindi la sua prevenzione di carie. Anche per questo oggi il cemento vetroionomerico si utilizza come agente cementante e sigillante di solchi e fessure, come rivestimento e come ricostruzione di monconi e ricostruzioni. Cerchiamo ora di capire nel dettaglio che cosa contengono al loro interno i cementi vetroionomerici resinosi dentali e quali sono le loro caratteristiche.

Cemento vetroionomerico composizione

Il cemento vetroionomerico usato oggi è diverso da quello del passato e oggi è composto da polvere di silicio, alluminio e fluoruro e liquido di acido acrilico, acido tartarico e acido itaconico. Miscelando entrambi i componenti si forma una pasta e l’acido imprime le superfici delle particelle di vetro e libera ioni di sodio, calcio, fluoro e alluminio. Quando il liquido entra in contatto con la polvere si innesta una reazione di indurimento e gli ioni di H+ attaccano le particelle di vetro liberando Ca, Al e F grazie alla decomposizione del vetro per l’azione dell’acido e formano un gel di silicio. Nel passaggio successivo il Ca reagisce con AI e poliacide e il sale metallico di polacrilato precipita per poi indurirsi. Nel descrivere questo processo l’acqua rappresenta una componente importante nell’indurimento e agisce come plastificante riducendo la rigidità. Tra i vantaggi del cemento vetroionomerico abbiamo il rilascio di fluoro che serve a favorire una intensa attività batteriostatica. Non solo abbiamo anche la resistenza alla compressione maggiore rispetto al fosfato di zinco. Abbiamo poi il cemento vetroionomerico rinforzato con resina, una tipologia di cemento creato per offrire migliore estetica e maggior stabilità chimica. Questo vetroionomerico rinforzato con resina presenta due diverse tipologie di indurimento: la reazione del vetroionomero acido-base e quella delle resine fotoattivate. Il cemento vetroionomerico rinforzato con la resina riesce a formare un legame ancora più forte con la dentina.

Cemento vetroionomerico per otturazioni

Se parliamo di cementi vetroionomerici odontoiatria allora facciamo riferimento a una tipologia di cemento che viene utilizzato per cementare in modo permanente intarsi dentali, corone, ponti, staffe ortodontiche e otturazioni. Il cemento vetroionomerico è molto popolare in quanto aderisce allo smalto e alla dentina e ha lo stesso colore naturale dei denti. Il cemento vetroionomerico viene classificato sulla base del loro utilizzo, ce ne sono alcuni tipi utilizzati come una sorta di adesivi utili a fissare le corone dentali e altri utilizzati, invece, come materiali da restauro o da rivestimento e sigillatura. Il cemento vetroionomerico offre una grande maneggevolezza e risultati estetici che aumentano la possibilità di utilizzo. Non solo, questo genere di cementi riesce a reggere molto bene l’umidità e non richiedere necessariamente l’uso della diga di gomma, attualmente di sicuro il metodo di isolamento migliore del campo operativo. I moderni cementi vetroionomerici possono essere applicati in un’unica fase e sarà sufficiente un unico strato di resina nano riempita di rivestimento. Solitamente un restauro viene completato in circa 3 minuti.

Cemento vetroionomerico: le caratteristiche meccaniche

Alcune resine utilizzate come rivestimento disperdono delle particelle dette di nano-riempimento e garantiscono una duratura protezione del restauro migliorando la resistenza all’usura. Queste particelle vanno a riempire le porosità che si creano sulla superficie delle otturazioni realizzate con cemento vetroionomerico e consentono una distribuzione uniforme del carico meccanico a cui il dente è sottoposto. Senza uno strato protettivo lo stress masticatorio si scaricherebbe su una superficie irregolare causando così la formazione di rime di frattura. La resina di rivestimento è quindi sempre un vantaggio a cui dovremo anche aggiungere, nella valutazione complessiva, l’adesione chimica mostrato dal materiale nei confronti dei tessuti dentali. Il cemento vetroionomerico viene quindi considerato a tutti gli effetti un materiale perfetto per i restauri di V classe, soprattutto in quelle situazioni nelle quali altri restauri adesivi con compositi tradizionali hanno fallito. Un altro motivo che induce i dentisti a valutare spesso un trattamento con resine nanoriempite è che riescono a mantenere sempre lucida la superficie del restauro a medio e lungo termine. Il motivo è che impedisce la disgregazione degli strati più esterni del materiale. Inoltre, secondo alcune ricerche, la resistenza all’usura di un restauro con cemento vetroionomerico può essere sovrapposta a quella di un restauro in composito. Con il tempo la durezza del cemento vetroionomerico aumenta maggiormente a contatto con la saliva e il restauro acquisirà una durezza in tutto e per tutto paragonabile a quella dei materiali compositi più moderni. Il cemento vetroionomerico è anche un materiale bioattivo in quanto rilascia fluoro e aumenta la durata del restauro.
Cemento vetroionomerico