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Erosione dentale

Erosione dentale
Quando parliamo di erosione dentale facciamo apertamente riferimento al risultato dell’azione concomitante di vari meccanismi e fattori che agiscono sui denti. Questi fattori possono verificarsi separatamente oppure nello stesso momento, anche per questo è molto importante non sottovalutare i sintomi dell’abrasione dentale. Ciò rende difficile identificare i tipi di usura presenti, ad esempio, l'attrito dei bordi incisali nella dentatura primaria è estremamente difficile da distinguere dall'erosione nelle fasi successive. Questo è il motivo per cui è necessario conoscere i diversi tipi di usura ed erosione dentale, come attrito, abrasione e abfrazione. Prima di affrontare nel dettaglio l’erosione dentale e tutto quello che comporta bisogna specificare che per abfrazione andiamo a intendere la perdita del tessuto dentale nella zona del colletto del dente. Di solito questa perdita avviene in presenza di bruxismo o malocclusione ma può essere aggravata anche da altri fattori come l'uso scorretto dello spazzolino o da erosioni di natura chimica.

Erosione dentale cause

Parlando di denti smalto rovinato e di erosione dentale diventa importante approfondirne le cause. L’attrito è ad esempio inteso come usura dentale mentre l’abrasione dentale è correlata alla perdita della struttura del dente a causa del contatto meccanico ripetuto con oggetti, si pensi ad esempio a chi utilizza lo spazzolino in modo troppo energico. La distribuzione dell'erosione dentale non è uniforme all'interno delle arcate dentali. È stato dimostrato che non è possibile prevedere con precisione la posizione di tali lesioni a seconda della loro eziologia, tuttavia l'erosione dentale interesserà alcuni denti più di altri. Nei bambini e negli adolescenti ad esempio, i denti anteriori mascellari, in particolare le superfici palatali e i primi molari permanenti, sono quelli più colpiti. Dal punto di vista clinico vengono descritte alcune caratteristiche comuni, dove le lesioni da erosione dentale si verificano sia nella zona linguale che vestibolare, soprattutto nel terzo gengivale, come piccole depressioni o lesioni superficiali, più larghe che profonde. Sono inoltre caratterizzate dall'avere margini lisci e poco definiti e mostrano la superficie dello smalto lucido e opaco. Insomma, parlando di erosione dentale cause e conseguenze andranno affrontate con la massima attenzione proprio per evitare di farsi trovare impreparati.

Erosione dentale: fattori di rischio

L'erosione dentale è il risultato della combinazione di diversi fattori di rischio chimici, biologici e dietetici. All'interno di questi troviamo fattori intrinseci, che corrispondono a cause direttamente legate alla salute dell'individuo, e troviamo anche fattori estrinseci, che corrispondono a fattori esterni all'individuo, ma che generano un impatto altrettanto importante sul risultato finale. Quando parliamo di fattori intrinseci di rischio relativi all’erosione dentale facciamo riferimento a fattori che riguardano da vicino la fisiologia e la fisiopatologia del corpo umano, si pensi ad esempio ad anomalie nel tratto gastrointestinale o al basso flusso salivare che può portare a una mancanza di risciacquo e tamponamento acido nella cavità orale. In questo modo potrebbe facilitare l’erosione dentale e quindi la demineralizzazione delle superfici dentali.

Sarebbe anche utile sapere che l’erosione dentale comincia solitamente con la demineralizzazione superficiale dello smalto dentale e poi prosegue producendo la dissoluzione degli strati superficiali e la progressiva perdita della struttura dentale sottostante. Questo meccanismo si spiega in quanto la saliva contiene ioni calcio e fosfato che prevengono la perdita di minerali. Tra i fattori intrinseci di erosione dentale, uno dei principali è la saliva, che da un lato svolge un ruolo importante nella protezione dei denti, dall’altro però contribuisce alla dissoluzione dello smalto mediante l'effetto ionico comune del calcio e del fosfato salivare. Infatti, la produzione e la secrezione salivare sono considerate uno dei fattori più importanti che influenzano l'omeostasi del cavo orale, proteggendo i denti e la mucosa dall'influenza di molti fattori dannosi. La saliva protegge lo smalto dall'erosione attraverso una serie di meccanismi, tra cui la formazione del film acquisito, inteso come biofilm privo di batteri, composto da proteine leganti il calcio che vengono prodotte nella saliva. D'altra parte, l'uso di diuretici, digitali e antipertensivi, che favoriscono la riduzione dei liquidi corporei, può generare manifestazioni nel cavo orale con variazioni della portata salivare. Alcuni studiosi sostengono che quando il contenuto dei liquidi corporei viene ridotto dell’8% si può avere un impatto diretto sulla secrezione salivare causando un’alterazione. Altri fattori biologici coinvolti nella protezione contro l'erosione dentale includono l'anatomia dei denti e dei tessuti molli; i movimenti dei tessuti molli, della lingua e della mucosa buccale e le modalità di deglutizione, che possono influenzare il modello di ritenzione dell'agente erosivo.

Denti smalto rovinato: i fattori estrinseci

Per quanto riguarda i fattori di origine estrinseca dell’erosione dentale, questi corrispondono a sostanze acide esterne, come la demineralizzazione da bevande gassate (bevande aromatizzate con anidride carbonica che le conferisce effervescenza) e bevande non gassate, come i succhi di frutta acidi. La demineralizzazione acida avviene perché il valore di pH, calcio, fosfato e fluoro contenuti in una bevanda o in un prodotto alimentare determina il grado di saturazione rispetto al minerale presente nel dente, che corrisponde alla forza motrice della dissoluzione. In questo modo, un basso grado di saturazione rispetto alla superficie del dente porta ad una demineralizzazione incipiente. Di conseguenza, gli acidi, come gli agrumi, possono essere molto dannosi per la superficie del dente, riducendo la sovrasaturazione della saliva e aumentando la forza motrice per la dissoluzione rispetto ai minerali nel dente. Le bevande non gassate, come i succhi di frutta o le bevande ad alto contenuto di zucchero, contengono acidi organici come agrumi (arancia), tartarico (uva), maleico (mela) e ascorbico (vitamina C), che hanno tutti un pH basso.
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