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Alveolite dentale

Alveolite dentale
Molti hanno grande paura del dentista per diversi motivi, questo fa sì che cerchino di rimandare il più possibile la visita periodica nello studio dentistico con conseguenze molto pericolose per la salute del cavo orale. La paura di molti è quella legata all’estrazione dentale, una paura comprensibile in quanto parliamo di un intervento chirurgico a tutti gli effetti. L’alveolite dentale, anche nota come osteite alveolare, è una complicanza dentale post-estrattiva che si verifica assai raramente (si stima nel 2-4% dei casi) a seguito dell’estrazione di un dente. Ciò avviene soprattutto quando si parla di dente del giudizio o, più in generale, a seguito dell’estrazione di un dente infetto. Sebbene il dolore all’alveolo dentale possa essere davvero fastidioso non si tratta di una condizione grave e, nel giro di pochi giorni, il paziente potrà tornare alla sua vita normale.

Alveolite dentale sintomi e cause

Cerchiamo ora di capire e approfondire le cause e i sintomi dell’alveolite dentale. Dopo l’estrazione del dente di solito si forma un coagulo di sangue nel foro lasciato dal dente, detto alveolo dentale. Questo coagulo di sangue sigilla l’alveolo e consente alla ferita di guarire in modo normale. Quando questo coagulo, per qualche motivo, si stacca o si rompe, ecco che si verifica il problema dell’alveolite dentale che è causato dai nervi e dall’osso dell’alveolo che vengono lasciati esposti all’azione della flora batterica del cavo orale e di altri patogeni altri patogeni che entrano nel corpo attraverso la bocca. Questo produce un'enorme sensazione di dolore causata principalmente dall'infiammazione che si sviluppa. Il rischio più alto di soffrire alveolite dentale si ha durante i primi cinque giorni dopo l'estrazione, con fattori di rischio specifici, come il fumo, il consumo di corticosteroidi e l'uso di contraccettivi orali, a causa degli estrogeni che contengono.

Parlando di alveolite dentale sintomi e cause dovranno quindi essere analizzati con estrema attenzione. Il primo sintomo che potrebbe farci pensare a una alveolite dentale è la comparsa di un dolore molto intenso entro le prime 48-72 ore dall’estrazione del dente. In alcuni casi di alveolite dentale è persino possibile intravedere l’osso all’interno dell’alveolo dentale ma tra i sintomi principali dobbiamo citare un dolore acuto nella zona dell’estrazione che si irradia a tutto il lato del viso, febbre, rigonfiamento delle ghiandole sotto collo e mascella e alitosi. Se volete sapere l'alveolite dentale quanto dura, sappiate che dipende da diversi fattori ma di solito si parla solo di pochi giorni. Se, a 2 o 3 giorni dall’estrazione, il dolore dovesse intensificarsi, il consiglio è quello di rivolgersi subito al dentista così da sottoporsi a ulteriori accertamenti.

Alveolite dentale cura: i trattamenti

Parliamo ora di come trattare adeguatamente l’alveolite dentale per guarire in modo rapido ed efficace. Ricordiamo che l’alveolite dentale non è una patologia particolarmente grave ma può risultare molto fastidiosa, per non parlare del fatto che l’esposizione dell’alveolo ritarda la guarigione. Il trattamento dovrà essere sintomatico e finalizzato al controllo del dolore così da favorire sin da subito la guarigione. Di solito chi soffre di alveolite dentale tende a migliorare spontaneamente entro un paio di settimane. Se il dolore da alveolite dentale diventasse insopportabile si potrà andare dal dentista che provvederà a inserire nell’alveolo post-estrattivo una medicazione analgesica che dovrà essere sostituita con cadenza quotidiana. A seconda dei casi i trattamenti per la cura dell’alveolite dentale possono comprendere l’uso quotidiano di antisettici e analgesici che andranno assunti a livello topico in combinazione con antinfiammatori e antibiotici da assumere nei dosaggi consigliati dallo specialista. E’ anche altamente consigliabile curare con la massima attenzione la propria igiene orale quotidiana usando uno spazzolino non a setole dure e magari facendosi dei lavaggi con acqua fisiologica così da liberare l’alveolo da residui alimentari. Si potrà anche richiedere al dentista la pulizia dell’alveolo dentale o, in casi rari, procedere con l’ablazione di un frammento di osso coinvolgo dal processo.

Il metodo preventivo per la cura dell’alveolite dentale consiste nel pulire l'alveolo dai detriti, lavarlo e posizionare una garza impregnata (antibiotico topico o con un analgesico). Per evitare l’alveolite dentale è quindi davvero molto importante pulire il cavo orale risciacquando con collutori contenenti clorexidina (ricorda che durante le prime 24 ore dopo l'estrazione non dovresti sciacquarti la bocca). Sarà anche importante seguire le raccomandazioni del dentista in merito all'assunzione di cibo e liquidi. Se si sono applicate o tutte le misure preventive menzionate, e anche così si verifica l'alveolite, il trattamento iniziale per l'alveolo dentale consisterà nell'uso di antinfiammatori per ridurre l'infiammazione e il dolore. L’assunzione di antibiotici orali per contrastare l’infezione verrà decisa unicamente dal dentista ma, occorre ribadirlo, di solito l’alveolite scompare dopo una decina di giorni. Insomma, quando si parla di alveolite dentale cura e trattamenti possono fare miracoli ma di solito basta solo aspettare alcuni giorni per tornare alla normalità.

Alveolo dentale: prevenzione

Prevenire è sempre meglio che curare, anche per questo se si vuole evitare una alveolite dentale non resta che seguire alla lettera i consigli dello specialista. Per ridurre considerevolmente il rischio di una alveolite dentale post-estrattiva sarebbe opportuno adottare alcuni accorgimenti come sottoporsi a una pulizia dentale professionale almeno dieci giorni prima dell’intervento. Per lo stesso motivo sarebbe meglio effettuare sciacqui con collutori a base di clorexidina così da diminuire la carica batterica presente nel cavo orale. Dopo l’estrazione dentale sarebbe bene anche evitare di fare sciacqui energici per almeno 24 ore e non fumare per almeno 48 ore. Parlando di alveolite dentale quanto dura e quanto può essere grave dipenderà quindi da una vasta gamma di fattori, ivi compresa l'assenza di prevenzione.
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