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Ghiandola sottomandibolare gonfia

La ghiandola sottomandibolare gonfia è un problema molto più diffuso di quanto non si potrebbe immaginare. Le infezioni delle ghiandole salivari colpiscono soprattutto le ghiandole che sono responsabili della produzione di saliva. Questa infezione che provoca la ghiandola sottomandibolare gonfia, ha diverse cause ma di solito i linfonodi sottomandibolari gonfi sono provocati da batteri o virus. Prima di parlare in modo dettagliato della ghiandola sottomandibolare gonfia, ricordiamo che ci sono ben tre paia di ghiandole salivari principali che sono le ghiandole parotidi, le ghiandole sottomandibolari e le ghiandole sublinguali. Le ghiandole parotidi sono le due ghiandole più grandi. Ce n’è uno su ogni guancia sopra la mascella e davanti alle orecchie. La presenza di una o più di queste ghiandole è chiamata parotite.

Quando si parla di ghiandola sottomandibolare gonfia invece si fa riferimento alle ghiandole che si trovano sotto i due lati della mascella e trasportano la saliva sul pavimento della bocca sotto la lingua. Infine, le ghiandole sublinguali sono due ghiandole che si trovano subito sotto la parte anteriore del pavimento della bocca. Si consideri anche che le ghiandole salivari secernono la saliva nel cavo orale. La saliva entra in bocca proprio utilizzando alcuni tubi che si aprono in diversi punti della bocca. Nei prossimi paragrafi parleremo delle cause della ghiandola sottomandibolare gonfia e sui possibili trattamenti.

Ghiandola sottomandibolare gonfia cause e sintomi

Cominciamo con il dire che una ghiandola sottomandibolare gonfia è una condizione piuttosto frequente o comunque non così insolita. Le infezioni delle ghiandole salivari possono anche ripresentarsi a distanza di tempo in alcuni soggetti particolari. Abbiamo le infezioni virali come la parotite che possono colpire le ghiandole salivari. La parotite il più delle volte colpisce la ghiandola salivare parotide. In genere le infezioni batteriche che possono causare la ghiandola sottomandibolare gonfia sono l’ostruzione di sialolite nei dotti salivari, la scarsa pulizia in bocca, basse quantità di acqua in corpo, fumo, malattie autoimmuni e malattia cronica. Se parliamo di linfonodi sottomandibolari gondi cause diverse come infezione, infiammazione o un tumore dovranno essere attenzionate da parte dello specialista. Il linfonodo sottomandibolare viene notato molto spesso perché è superficiale e situato in un punto dove può essere palpato con relativa facilità.

Anche per questo ci si accorge quasi subito della sua presenza. Spesso potrebbe anche accedere di avere dei linfonodi ingrossati in altre parti del corpo che però tornano in condizioni normali molto rapidamente. Riconoscere un linfonodo sottomandibolare non è difficile, anche per questo i dentisti possono identificare una linfoadenopatia abbastanza spesso, soprattutto tra bambini e ragazzi. Con il dente del giudizio ghiandola sottomandibolare gonfia e altri problemi possono spesso e volentieri essere risolti con l’estrazione eseguita dal dentista. Con i linfonodi sottomandibolari gonfi cause diverse necessitano anche di trattamenti specifici, proprio per questo è importante la diagnosi eseguita dallo specialista. Le persone che soffrono di una infezione batterica di una ghiandola salivare presentano di solito stato febbrile, brividi e dolore o anche gonfiore sul lato del viso con la ghiandola infetta. La cute sopra la ghiandola salivare diventa tipicamente molto rossa e gonfia. In alcuni casi si forma poi una raccolta di pus (ascesso) nella ghiandola e una piccola quantità di pus fuoriesce dal relativo dotto.

Ghiandola sottomandibolare gonfia: i trattamenti

Chiaramente ciascuna delle patologie a carico della ghiandola sottomandibolare richiede una specifica tipologia di trattamento. Le forme infiammatorie richiedono per forza di cose l’impiego di antinfiammatori o antibiotici mirati. Le forme tumorali invece richiedono in genere un trattamento chirurgico. Un caso particolare è rappresentato dai calcoli salivari il cui trattamento è stato rivoluzionato dalla introduzione della scialoendoscopia. Da quando esiste questo trattamento è divenuto possibile asportare i calcoli salivari per via endoscopica o combinata. In genere comunque il ricorso all’asportazione completa della ghiandola è stato quasi del tutto abbandonato. C’è però l’eccezione di alcuni casi di calcolosi multiple e di calcificazioni intraghiandolari per cui è indicata l’opzione della scialoadenectomia per via esterna. Inoltre la scialoendoscopia rappresenta anche il trattamento ideale per altre patologie ricorrenti e croniche a carico delle ghiandole salivari come la parotite giovanile ricorrente e quella conseguente al trattamento radiometabolico per il carcinoma della Tiroide. Infine la scaloendoscopia operativa è il trattamento più indicato per le stenosi post traumatiche o idiopatiche che richiedono trattamenti dilatativi.

Ghiandola sottomandibolare gonfia: possibili rischi

Il trattamento di queste patologie infiammatorie e infettive a carico delle ghiandole salivari potrebbe esporre il paziente ad alcuni rischi generici derivanti dagli effetti collaterali dei farmaci utilizzati. In caso di ascessi ghiandolari invece, gli specialisti potranno portare alla necessità di eseguire un drenaggio chirurgico. I rischi diventano importanti soprattutto nei casi in cui è richiesta la rimozione chirurgica della ghiandola salivare che è sede della patologia. Si consideri però che la rimozione della ghiandola parotide espone spesso al rischio di paralisi del nervo facciale, ovvero il nervo responsabile della mimica facciale. La chirurgia della ghiandola sottomandibolare gonfia non è quindi scevra da possibili rischi in quanto la sua rimozione espone i pazienti a un danno temporaneo o permanente.
Ghiandola sottomandibolare gonfia